Progettazione

La progettazione della messa in sicurezza della copertura consiste nel predisporre un sistema di arresto caduta conforme alla UNI EN 795. tale da consentire di raggiungere tutte le zone del tetto in piena sicurezza. e comunque tenendo conto della semplicità d’utilizzo del sistema stesso, prescrivendo l’impiego dei DPI appropriati al sistema di arresto caduta previsto e prevedendo sequenze di operazioni che siano le più semplici possibili per muoversi e operare in sicurezza.

La tipologia, il numero ed il posizionamento dei dispositivi di ancoraggio devono essere decisi in base alle caratteristiche geometriche della copertura, della struttura di supporto agli ancoraggi e tenendo conto delle conseguenze dovute all’effetto pendolo, del tirante d’aria disponibile e dell’eventuale presenza di superfici non calpestabili.

TRATTENUTA-ARRESTO CADUTA

La normativa antinfortunistica predilige soluzioni che prevedano di operare quanto più possibile in condizioni di trattenuta, limitando al minimo le zone nelle quali operare in arresto caduta, e garantendo in questo caso una distanza di caduta libera inferiore alla distanza di caduta libera massima, come da normativa, ed un tirante d’aria, inferiore allo spazio libero di caduta. In seguito saranno indicate le definizioni della precedente terminologia.

TRATTENUTA
Condizione che per effetto del posizionamento degli ancoraggi e della lunghezza del dispositivo di collegamento all’imbracatura consente all’operatore di avvicinarsi ai bordi della copertura o altre aree a rischio, senza però consentire la caduta (trattenuta).

ARRESTO CADUTA
Condizione che ammette la possibilità di caduta in sicurezza, intendendo come sicura una caduta di un operatore che può essere arrestata portando sul corpo una tensione massima di 600 daN e consentendo di rimanere con i piedi ad almeno 1 metro di distanza da qualsiasi ostacolo sottostante.

Il sistema consente l’accadimento del rischio (caduta dall’alto) contenendo gli effetti (arresta la caduta dell’operatore prima che possa incontrare ostacoli, es. suolo o sporgenze di facciata).

Può essere utilizzata solo dopo aver effettuato una attenta valutazione del tirante d’aria e della distanza libera di caduta. In questo caso è necessario prevedere la modalità di recupero dell’operatore nei tempi necessari ad evitare danni da sospensione inerte.

DISTANZA DI CADUTA LIBERA ‘DCL’
La distanza di caduta libera, corrisponde alla distanza che percorre
l’operatore nel cadere liberamente, ed è in funzione del dispositivo di protezione individuale indossato. La determinazione della distanza si effettua nel seguente modo:

DCL = LC – DR + HA

dove LC = lunghezza della fune dal punto sisfisso di ancoraggio alla struttura della copertura al punto di ancoraggio    all’imbracatura nel momento nel quale la fune inizia a trattenere la caduta;
DR = distanza misurata in linea retta tra il punto fisso di ancoraggio alla struttura, al punto del bordo della copertura oltre il quale è possibile la caduta;
HA = 1,50 ml., massima altezza rispetto ai piedi, dell’attacco della fune all’imbracatura, quando l’operatore è eretto.

DISTANZA DI CADUTA LIBERA MASSIME ‘DCL max’
La distanza di caduta libera massima consentita è pari a ml. 1,5, D.P.R. 7 Gennaio 1956, n°164, per il rispetto del limite massimo della forza trasmessa dalla fune al corpo dell’operatore al momento dell’arresto della caduta che non deve essere superiore a 600 daN.

Tuttavia nel caso di impiego di idoneo sistema di dissipazione della forza di arresto caduta, la distanza di caduta libera massima consentita può essere pari a ml. 4,0, D.M. 22 Maggio 1992, n°466, in questo caso il sistema di dissipazione dovrà essere tale da ammortizzare forza trasmessa al corpo dalla fune al corpo dell’operatore al momento dell’arresto della caduta nel limite consentito di 600 daN.

Quindi generalmente impiegando funi o cordini dotati di dissipatore, dovrà essere: DCL < 4,0 ml.

SPAZIO LIBERO DI CADUTA ‘SLC’
Distanza dal punto fisso di ancoraggio al punto di impatto contro il suolo od elementi sporgenti. La determinazione della distanza si effettua nel seguente modo:
SLC = DR + H
dove DR = distanza misurata in linea retta tra il punto fisso di ancoraggio alla struttura, al punto del bordo della copertura oltre il quale è possibile la caduta; H = altezza del bordo della copertura oltre il quale è possibile la caduta al punto di impatto al suolo o contro elementi sporgenti.

TIRANTE D’ARIA ‘TA’
Il tirante d’aria è la distanza necessaria ad arrestare in sicurezza un lavoratore in un sistema di arresto caduta.

E’ valutata come la distanza massima raggiungibile con il sistema di protezione individuale indossato, dal punto fisso di ancoraggio alla struttura al punto inferiore del corpo dell’operatore in sospensione, più uno spazio libero di sicurezza pari ad 1 metro che deve rimanere sotto i piedi dell’utilizzatore, al fine di evitare collisioni in caso di caduta, con il suolo o altri elementi sopraelevati e/o sporgenti.

Per calcolare il tirante d’aria si dovrà tener conto dei seguenti casi.

A) Caso in cui sia installato un sistema di arresto caduta che preveda
l’installazione di dispositivi di classe A UNI EN 795 (spostamento ancoraggio pari a zero) e operatore dotato di dispositivo di protezione individuale completo di dissipatore di energia. Il tirante d’aria vale:
TA = LC + Lmax + HA + Dsic
dove LC = lunghezza della fune dal punto fisso di ancoraggio alla struttura della copertura al punto di ancoraggio all’imbracatura nel momento nel quale la fune inizia a trattenere la caduta;
Lmax= estensione massima del dissipatore di energia (massimo ml.1.75);
HA = 1,50 ml., massima altezza rispetto ai piedi, dell’attacco della fune all’imbracatura, quando l’operatore è eretto;
Dsic= distanza di sicurezza (minimo previsto ml. 1,00);

B) caso in cui sia installata una linea di ancoraggio flessibile orizzontale classe C UNI EN 795 (la freccia massima della linea è calcolata in relazione al valore della flessione della linea di ancoraggio stessa)
TA = LC + f + Lmax + HA + Dsic
dove
LC = lunghezza della fune dal punto fisso di ancoraggio alla struttura della copertura al punto di ancoraggio all’imbracatura nel momento nel quale la fune inizia a trattenere la caduta;
Lmax= estensione massima del dissipatore di energia (massimo ml.1.75);
HA = 1,50 ml., massima altezza rispetto ai piedi, dell’attacco della fune all’imbracatura, quando l’operatore è eretto;
Dsic= distanza di sicurezza (minimo previsto ml. 1,00);
f = deformazione della linea flessibile (freccia) fornita da Euro Safe.

VERIFICA DEL TIRANTE D’ARIA
Al fine di ottenere una caduta libera dell’operatore in condizioni di sicurezza, ovvero senza impattare al suolo o contro elementi sporgenti, si dovrà verificare la seguente diseguaglianza: SLC > TA
rispettando la quale, il punto più basso del corpo dell’operatore si troverà sempre ad una distanza dal punto di impatto superiore a ml. 1,00. E’ evidente che il punto di ancoraggio fisso sulla struttura di copertura, sarà preferibile posizionarlo a quota superiore rispetto alla posizione dell’operatore in modo che la lunghezza LC della fune sia inclusa il più possibile nel corpo della copertura distanza DR.

Esempio con linea flessibile e dispositivo retrattile
Esempio di calcolo del tirante d’aria di una copertura a capanna con larghezza delle falde di 6.00 ml (secondo la direzione di pendenza), altezza della gronda rispetto al suolo di 7,50 ml, impiego di linea flessibile orizzontale di L= 10.00 ml ad unica campata installata sul colmo, possibilità di lavoro di un operatore, valore corrispondente della freccia ml. 1,10, come da tabelle Euro Safe ‘Deformazioni del Sistema’. L’operatore indossa imbracatura UNI EN 361 ed il dispositivo retrattile UNI EN 360. Con operatore in prossimità della gronda il tirante d’aria sarà cosi determinato:
LC = 6,00 ml in quanto il sistema di arresto del dispositivo retrattile si innesca al momento dell’inizio della caduta nel vuoto,
f = 1,10 ml
Lmax= 2,00 ml per i dispositivi retrattili, salvo diversa indicazione certificata del produttore e corrisponde allo spazio di frenata del dispositivo, comprensivo di dissipatore,
HA= 1,50 ml corpo dell’operatore
Dsic= 1,00 ml distanza di sicurezza
DR = 6,00 ml corpo della falda della copertura
H = 7,50 ml altezza della gronda da terra
DCL = LC – DR + HA = 6,00–6,00+1,50 = 1,50 ml. < 4,00 ml.
SLC = DR + H = 6,00+7,50 = 13,50 ml.
TA = LC+ Lmax + HA + Dsic= 6,00+1,10+2,00+1,50+1 = 11,60 ml < SLC

Esempio con punto fisso e fune o cordino
Esempio di calcolo del tirante d’aria di una copertura a capanna con larghezza delle falde di 6.00 ml (secondo la direzione di pendenza), altezza della gronda rispetto al suolo di 7,50 ml, impiego di punto fisso di ancoraggio posizionato ad un metro dal colmo.

L’operatore indossa imbracatura UNI EN 361 ed il dispositivo guidato su fune UNI EN 353.2, regolato alla lunghezza massima di ml. 4,70 e dotato di dissipatore di energia incluso nella lunghezza della fune. Con operatore in prossimità della gronda il tirante d’aria sarà cosi determinato:

LC = 4,70 ml Lmax= 1,75 ml per i dissipatori
HA= 1,50 ml corpo dell’operatore
Dsic= 1,00 ml distanza di sicurezza
DR = 5,00 ml distanza del punto fisso dalla gronda (6,00-1,00)
H = 7,50 ml altezza della gronda da terra
DCL = LC – DR + HA = 4,70–5,00+1,50 = 1,20 ml. < 4,00 ml.
SLC = DR + H = 6,00+7,50 = 13,50 ml.
TA = LC+ Lmax + HA + Dsic= 4,70+1,75+1,50+1 = 8,95 ml < SLC

EFFETTO PENDOLO

L’effetto pendolo si verifica o per scorrimento del moschettone lungo la linea flessibile, o quando il punto di caduta si discosta per più di 15° rispetto alla verticale con il punto di ancoraggio fisso.

E’ dovuto alle oscillazioni acquisite dal corpo in sospensione e va considerato quando, per effetto di tali oscillazioni, il corpo in sospensione può impattare contro ostacoli.

L’inconveniente si evita facendo in modo che il punto d’ancoraggio sia sempre posto verticalmente sopra l’operatore e l’inclinazione massima della fune rispetto alla verticale sia minore di un angolo di ampiezza pari a 15°.


RIDUZIONE O ELIMINAZIONE DELL’EFFETTO PENDOLO

L’eliminazione dell’effetto pendolo si può ottenere:
- utilizzando un secondo cordino di arresto caduta–trattenuta collegato ad un secondo punto d’ancoraggio.

- utilizzando un punto di deviazione caduta. L’operatore dovrà congiungere con un connettore la sua fune di collegamento al punto di deviazione caduta (principio di una carrucola di rinvio).